Festività nel ritmo dell'anno

festività nel ritmo dell’anno “Meditazione di San Michele”

Prestami la tua spada, affinche’ io sia armato per vincere il drago in me.

Michael
Prestami la tua spada, affinche’ io sia armato per vincere il drago in me.
empimi della tua forza, affinche’ io sgomini gli spiriti che vogliono paralizzarmi.
Agisci dunque in me, affinche’ risplenda la luce del mio io e possa essere condotto a compiere le azioni degne di te.
Michael

Rudolf Steiner

“Uno dei grandi misteri del corso dell’anno consiste nel fatto che si tratta di un organismo vivente. E a ogni organismo vivente è collegato sempre anche un ritmo vitale. Questi ritmi ci sono noti nella vita dell’uomo. Uno dei più importanti è il ritmo dato dall’inspirazione e dall’espirazione, un altro è quello dell’alternanza fra giorno e notte. Grazie alla scienza dello spirito sappiamo che di giorno le quattro parti costitutive dell’uomo, il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’io interagiscono. Quando l’uomo si addormenta, questo legame si scioglie: il corpo fisico e il corpo eterico rimangono nel letto mentre il corpo astrale e l’io ascendono ai mondi spirituali. Qualcosa di simile, ma a livello molto più ampio, può essere osservato nella vita dell’organismo vivente della Terra. Anche con la Terra abbiamo a che fare con processi che possono essere definiti come una sorta di inspirazione e di espirazione o, per dire più precisamente, come una forma di assopimento e di risveglio, e anche la Terra nel suo stato di veglia è costituita da quattro arti. Rudolf Steiner descrive questo processo nel suo ciclo di conferenze Der Jahreskreislauf als Atmungsvorgang der Erde und die vier groβen Festeszeiten (Il corso dell’anno come respiro della Terra e le quattro grandi festività). Nell’addormentarsi l’anima e lo spirito della Terra si separano dal corpo fisico-eterico e ascendono, come nell’uomo, alle altezze spirituali. Nella Terra però quello che nell’uomo accade nel ritmo giornaliero si verifica nel ritmo annuale.
Nell’uomo il ritmo del giorno inizia al mattino. Al momento del risveglio si verifica un processo simile a quello della nascita; poi segue il mezzogiorno con la piena manifestazione delle energie e infine la sera con la stanchezza e il sonno che è nella vita come una piccola morte. Anche nella nostra Terra, in un determinato periodo dell’anno, abbiamo un processo che può essere indicato come un risveglio e che per questo può essere considerato in certo qual modo l’inizio del ciclo dell’anno. È l’autunno. Nel periodo autunnale la Terra comincia a risvegliarsi; durante il periodo natalizio raggiunge il suo massimo stato di veglia e di coscienza per tornare nel corso dell’anno nuovamente allo stato di sonno il cui momento più profondo è il periodo estivo. Quindi possiamo dire: da un certo punto di vista il ciclo vivente della Terra inizia con il suo risveglio nell’autunno. Questo ciclo vitale ha le sue leggi e come segnavia nel corso dell’anno ci sono le festività.
Se non consideriamo le grandi feste singolarmente, separate le une dalle altre, ma le intendiamo come stazioni di un unico percorso consequenziale durante l’anno, dobbiamo iniziare l’analisi delle feste con quella autunnale, cioè con la festa di San Michele.
La festa di San Michele occupa una posizione del tutto particolare all’interno del ciclo completo delle festività. Mentre nel XX secolo le altre feste vennero solo rinnovate dall’antroposofia, la festa di Michele venne creata dall’antroposofia nella sua vera essenza affinché in futuro si sviluppi nel suo pieno valore spirituale. Rudolf Steiner ha ricordato spesso come l’anno 1879 segni l’inizio della nuova epoca di Michele. Da allora e per i prossimi tre-quattro secoli Michele sarà lo spirito guida dell’umanità. Rudolf Steiner definisce Michele anche come quell’essere il cui compito essenziale è da sempre quello di gestire nell’universo l’intelligenza cosmica, cioè i pensieri cosmici delle gerarchie. Questi pensieri delle gerarchie, in base ai quali fu costruito un tempo il cosmo e che si manifestano in tutta l’architettura dell’universo, furono tradotti da Rudolf Steiner in una forma umanamente comprensibile e portati sulla Terra prendendo forma nell’antroposofia. Analizzata da questo punto di vista l’antroposofia è intelligenza cosmica tradotta in pensieri umani. Se riusciamo a intuire l’importanza dell’intelligenza gestita da Michele, possiamo sperimentare il nostro intero cosmo come un tempio grandioso costruito da una intelligenza universale. Da ciò può sorgere l’immaginazione di come Michele, in questo grande tempio delle stelle e dei pianeti presso un altare cosmico al cospetto delle gerarchie superiori quale loro servitore e rappresentante, compia una liturgia sacra che può essere considerata come parte fondamentale del culto cosmico. Un risultato di questa liturgia è il fluire sacrificale dell’intelligenza cosmica sulla Terra, e l’antroposofia è un riflesso di questo processo sulla Terra. Originariamente essa ci sta di fronte come un potente cosmo di pensieri in cui ogni parte integra, sostiene e rende comprensibile le altre parti ma è afferrabile tramite la semplice coscienza umana. Grazie a ciò l’antroposofia si presenta come un grande capolavoro artistico paragonabile a una sorta di architettura del pensiero. Ma questa potente costruzione di pensieri non è stata creata a caso: è una vera immagine della struttura architettonica sostanziale del nostro cosmo. Sperimentare l’antroposofia in questo modo vivente costituisce il primo gradino del percorso moderno di iniziazione, che nella Scienza occulta Rudolf Steiner definì una volta come “lo studio della scienza dello spirito per il quale all’inizio ci si serve della capacità di giudizio che ci siamo conquistati nel mondo fisico-sensibile”.
Sperimentare l’antroposofia come immagine di tutto il cosmo spirituale nella sfera del pensiero e contemporaneamente come un dono di Michele all’umanità attraverso la mediazione di Rudolf Steiner, costituisce la base affinché nel futuro possa sorgere una degna festa di Michele. Rudolf Steiner ha sottolineato più volte che per motivare la festa di Michele non è necessaria la chiaroveggenza, a differenza di tutte le altre festività che originariamente sono sorte da antiche forze chiaroveggenti. È indispensabile però la sensazione artistica che l’antroposofia sia vicina all’architettura del cosmo e che rappresenti la sua immagine nel pensiero umano. Così possiamo dire: se l’architettura terrena è una esteriorizzazione delle leggi del corpo fisico dell’uomo, l’antroposofia è la proiezione delle leggi cosmiche nell’interiorità dell’uomo oppure la proiezione dell’uomo cosmico nella sua interiorità. In questo senso Rudolf Steiner formula il motivo conduttore della futura festa di Michele: “L’anima, ricolma di idee, sperimenta la luce spirituale quando il riflesso dei sensi risuona nell’uomo solo come ricordo”. Così l’anima, colma di pensieri antroposofici, nella festività di Michele sperimenta la luce che in quel periodo si irraggia sull’uomo dal tempio cosmico di Michele.”

Tratto da Il corso dell’anno e le sette arti di Sergej Prokofieff, Edizioni Arcobaleno